L’INCIDENZA

Il tumore al seno è il più frequente in tutte le età della donna, con percentuali diverse tra le varie classi: 41% nelle donne fra i 0 ed i 49 anni di età, 35% fra i 50 ed i 69 anni, 22% nelle donne dai 70 anni. Il tasso di incidenza aumenta con l’aumentare dell’età fino ai 70 anni per poi diminuire:
• 2,4% fino all’età di 49 anni (1 donna su 40 si ammala di tumore al seno)
• 5,5% tra i 50 e i 69 anni (1 donna su 20)
• 4,7% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 25)

La curva di incidenza cresce sino agli anni della menopausa (intorno a 50-55 anni), rallenta lievemente dopo la menopausa, per poi riprendere a salire dopo i 60 anni.
L’andamento dell’incidenza tra il 2003 e il 2019 appare in leggero aumento (+0,3% per anno) soprattutto al centro-nord per via dell’estensione dell’età delle donne invitate ai programmi di screening
mammografico in alcune regioni (da 50-69 anni a 45-74 anni).
In compenso, continua a diminuire la mortalità (-0,6% annuo): questo calo si deve all’efficacia sia delle nuove terapie sia della diagnosi precoce, che permette di individuare il tumore in una fase iniziale

LA PREVALENZA

Nel 2020, le donne viventi in Italia che in passato hanno avuto una diagnosi di tumore al seno erano 834.154 mila, pari al 43% di tutte le donne sopravviventi per qualsiasi causa di cancro.

Tra queste:

%

Hanno avuto una diagnosi da meno di 2 anni

%

hanno avuto una diagnosi tra 2 e 5 anni fa

%

hanno avuto una diagnosi tra 5 e 10 anni fa

%

hanno avuto una diagnosi oltre 10 anni fa

1° neoplasia per prevalenza nella popolazione femminile

TABELLA 1
Primi cinque tumori più frequentemente diagnosticati sul totale dei tumori (esclusi i carcinomi della cute non melanomi)
per sesso. Stime per l’Italia 2019. *Comprende sia tumori infiltranti sia non infiltranti.

TABELLA 2
Primi cinque tumori in termini di frequenza e proporzione sul totale dei tumori incidenti (esclusi i carcinomi della cute) per sesso e fascia d’età. Pool AIRTUM 2019. *Comprende sia tumori infiltranti sia non infiltranti.
**Comprende lingua, bocca, orofaringe, rinofaringe, ipofaringe, faringe NAS, laringe.

LA SOPRAVVIVENZA

Oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è dell’87% circa. Sebbene la mortalità per tumore al seno sia in calo, sono ancora troppe le donne che muoiono a causa di questa malattia, che si conferma la prima causa di decesso per cancro nella popolazione femminile (ultimo dato Istat disponibile, riferito al 2017: 12.841 nelle donne; 154 negli uomini).
Il tumore al seno rappresenta il 29% delle cause di morte oncologica prima dei 50 anni, il 21% tra 50 e 69 anni e il 14% oltre 70 anni.

Sottoporsi alla visita senologica, alla mammografia e all’ecografia non può certo impedire a una malattia di svilupparsi, ma permette di curarla in una fase precoce, aumentando le probabilità di guarigione.
In questa ottica, la parola PREVENZIONE indica quindi la possibilità di prevenire un carcinoma avanzato

 

TUTTI I PERCORSI PER LA DIAGNOSI PRECOCE

Per diagnosi precoce, definita anche prevenzione secondaria, si intendono tutti gli esami diagnostici utili a scoprire un eventuale tumore al seno il più precocemente possibile.

TRA 18 E 44 ANNI
Se non si hanno sintomi né familiarità per il tumore al seno, non è necessario fare esami strumentali.
La mammografia non è indicata perché non è efficace per via del seno particolarmente denso, frequente nelle donne giovani. In questa fascia di età, quindi, questo esame non è in grado di individuare un tumore.

TRA 45 E 49 ANNI
Se non si hanno sintomi né familiarità per il tumore al seno, si consiglia una mammografia ogni 12 mesi. L’incidenza del tumore al seno è sostanzialmente stabile fino a 44 anni ma sta lievemente aumentando dopo i 45 anni.
Anche per questo motivo oggi si consiglia di effettuare dopo i 45 anni una mammografia ogni 12 mesi, come già previsto dai programmi di screening nazionali.

Spesso la mammografia viene associata all’ecografia, necessaria quando il seno è particolarmente denso o in caso di immagini mammografiche dubbie.
Sarà il medico senologo a valutare, dopo la visita e la mammografia, se prescrivere anche l’ecografia.

DOPO I 50 ANNI
Se non si hanno sintomi né familiarità per il tumore al seno, si consiglia una mammografia ogni 12 mesi. Il programma di screening mammografico nazionale prevede una mammografia ogni due anni ma solo nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni.

Se si hanno tra i 50 e i 69 anni, le donne vengono invitate ogni due anni a partecipare al programma di screening mammografico regionale. Esso non garantisce la tempestività della ricerca preventiva di eventuali tumori

DIAGNOSI PRECOCE GRATUITA

Con il progetto “HOPE”, la Fondazione Progetti del Cuore si pone l’obiettivo di integrare e supportare i “Piani Regionali di Prevenzione” nell’offerta di un controllo clinico strumentale in forma gratuita (mammografia o ecografia).

L’intera iniziativa viene sviluppata senza l’utilizzo di risorse pubbliche e la gratuità della prestazione è il frutto dell’adesione delle Aziende ai progetti di Cause Related Marketing ad esse proposti in collaborazione con la Fondazione Progetti del Cuore.

Perché supportare le campagne di Prevenzione Gratuita?

“La Fondazione Progetti del Cuore è da sempre il punto di riferimento per le aziende che vogliono correlare la propria immagine ad importanti tematiche sociali.”

Il cosiddetto Cause Related Marketing è uno strumento di Corporate Social Responsibility.

L’obiettivo perseguito dall’azienda attraverso il cause related marketing è quello di posizionare e di connotare in termini positivi il proprio brand o prodotto, associandolo a una specifica causa sociale che ritiene in linea con i valori e la mission aziendale, per mezzo di una collaborazione commerciale tra l’azienda stessa e un’organizzazione non profit.

VANTAGGI
Studi scientifici su larga scala hanno dimostrato che lo screening mammografico è in grado di ridurre la mortalità per tumore al seno del 20%-30%: questo equivale a salvare la vita di 4 donne su 5.

Il principale vantaggio dello screening mammografico è proprio quello di scoprire un tumore quando è ancora di dimensioni ridotte e localizzato nel seno, e quindi quando può essere asportato con un intervento poco invasivo e trattato con terapie poco aggressive, aumentando così le probabilità di guarire e riducendo il rischio che la malattia si ripresenti (recidiva) o si diffonda in altri organi (metastasi).

Inoltre lo screening mammografico assicura alla donna di venire inserita in un percorso multidisciplinare che prevede la collaborazione di radiologi, tecnici di radiologia, anatomopatologi, oncologi, chirurghi, psico-oncologi, statistici ed epidemiologi: un’ulteriore garanzia per la donna di ottenere un servizio di qualità.

Contatti:

Sede Legale: 42122 Reggio Emilia (RE) - Via Giuseppe Guicciardi n. 7

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Fondo dotazione euro 50.000,00 i.v.

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